Nella sua serie Confini//Facciate, fotografo Charlotte Patterson utilizza immagini di recinzioni e muri per esplorare il concetto di confine, sia reale che immaginario. Reti metalliche strappate, pali di recinzione piegati e buchi rattoppati contrastano con muri colorati e cieli di un azzurro brillante, dando vita a una serie fotografica che esplora il divario tra percezione e realtà.
“Questa serie di opere è stata realizzata nell’inverno di quest’anno mentre guidavo attraverso Baja California del Sud, Messico”, spiega Patterson. “Il concetto di recinzione è legato all’idea di barriere interne e al senso implicito di sicurezza che ne deriva.”
Concentrando l’obiettivo sui dettagli ravvicinati delle recinzioni e dei muri nelle sue immagini, Patterson rende difficile capire da quale parte di queste barriere si trovi. Lo spettatore non può essere certo se le recinzioni nelle immagini di Patterson servano a tenere a bada il mondo esterno, oppure se sia la fotografa stessa a trovarsi intrappolata dietro di esse. I colori allegri e quella sensazione di fragile effimero che caratterizzano le immagini di Patterson mettono in discussione la possibilità che queste recinzioni possano garantire una reale sicurezza.
In definitiva, questi muri e recinzioni sembrano più delle facciate che dei veri e propri confini; il titolo scelto da Patterson per questa serie annulla la differenza tra questi due concetti, sottolineando come una recinzione sia spesso poco più di un segno. Con il suo carattere surreale, l’opera di Patterson richiama alla mente i famigerati muri di confine della storia recente.
Forse più rilevante per il lavoro di Patterson, dato che è stato realizzato in Messico da un fotografo americano, è, ovviamente, la proposta del presidente Trump di costruire un muro di confine tra il Messico e gli Stati Uniti. Gli oppositori hanno evidenziato numerose criticità di questo progetto, dall’ovvio costo esorbitante ai dubbi sulla sua efficacia. Inoltre, come sottolinea Patterson nel suo Confini//Facciate Come suggerisce, la maggior parte delle barriere non è realmente permanente. I muri si possono scalare, le recinzioni si possono abbattere, i confini si possono sempre superare.
Scopri di più su Charlotte Patterson’il lavoro della autrice nel suo portfolio, realizzato utilizzando Format.
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