La nostra rubrica settimanale “Spotlight” offre uno sguardo da vicino alle persone di talento che utilizzano i siti web di Format per mettere in mostra il proprio lavoro. Questa settimana intervistiamo il fotografo Robin Ek.
Abbiamo scoperto per la prima volta il lavoro di Robin Ek su Instagram, dove le sue scene, composte con cura, trasmettono sempre la sensazione di un momento di tranquilla riflessione. Oltre ad essere un fotografo prolifico, Ek è direttore creativo di Exposure London, un’agenzia di comunicazione creativa che ha lavorato per grandi marchi come Nike, Microsoft, Netflix e molti altri.
Per Ek, la fotografia rappresenta uno spazio libero dallo stress in cui dare sfogo alla propria creatività, nonché un mezzo per scoprire nuovi modi di osservare il mondo che lo circonda: una pausa dal suo mondo lavorativo fatto di campagne pubblicitarie e incontri con i clienti. Concentrandosi su scene tratte dalla sua vita quotidiana, Ek cerca di cogliere dettagli interessanti durante le sue passeggiate quotidiane e nella vista che si apre dalle finestre di casa sua.
Sul portfolio online di Ek, realizzato utilizzando Format’s Tema Obsidian, una visualizzazione a griglia dalle linee pulite offre un’anteprima di diversi progetti fotografici. Titoli enigmatici e introduzioni scritte forniscono il contesto per il suo lavoro, che è accuratamente organizzato in serie quali Il momento dopo o proprio prima e Interiore/Visioni.
Abbiamo contattato Ek per saperne di più sul suo processo fotografico e su come utilizza il suo feed Instagram per integrare le gallerie curate presenti sul suo sito web.
[www.robin-ek.com](https://www.robin-ek.com)
Dove hai sede e dove scatti di solito?
Sono svedese, ma vivo a Londra. Scatto foto ovunque vada. Uscire di casa senza la macchina fotografica mi provoca una certa ansia. E se mi capitasse di assistere a un momento speciale e mi ritrovassi impotente e a mani vuote! La compagnia della macchina fotografica rende interessanti anche gli spostamenti più banali. Mi sono reso conto che anche i percorsi più abituali, da e verso la stazione ferroviaria, al negozio all’angolo, ecc., sono in continua evoluzione e ricchi di opportunità per cogliere qualcosa di speciale.
Ricordo che, una fredda mattina di qualche mese fa, ero sdraiato a letto e pensavo che avrei dovuto recarmi in qualche lontano paesaggio desertico per scattare foto più interessanti, ma pochi minuti dopo, entrando in cucina, ho trovato questo insolito cerchio di condensa sulla finestra, con un albero in fiore in fondo al giardino perfettamente incorniciato al centro. Quella foto è diventata la mia preferita per un bel po’ di tempo e mi ha insegnato una lezione importante.
Potresti raccontarci qualcosa del tuo lavoro presso Exposure London?
Cerco di portare una ventata di aria fresca in un mondo del marketing spesso soffocante. In questo settore ci sono così tanti gerghi e giochi di potere, e cerco di ispirare i marchi a seguire un percorso più genuino e autentico. Ho una formazione nel campo della grafica, ma ultimamente mi dedico altrettanto alla scrittura. Gran parte del mio lavoro consiste nel ragionare, ma in realtà tutto sta nelle emozioni. L’arte sta nel trovare un modo per attingere alle esperienze e alle emozioni personali e incanalarle nel lavoro. È allora che il lavoro inizia ad avere un significato, e anche gli altri hanno la possibilità di percepirlo.
Come ti sei avvicinato alla fotografia?
Lavoro nel campo del design e della pubblicità da 20 anni, quindi la fotografia mi è sempre stata molto vicina, ma è solo di recente che mi sono messo la macchina fotografica al collo. Ho iniziato a fare brevi passeggiate all’ora di pranzo e mi sono ripromesso di scattare e condividere un’immagine al giorno. È diventata una vera e propria dipendenza; ho iniziato a camminare più a lungo e a spingermi oltre con le mie immagini. La fotografia è per me un progetto personale salutare. Niente clienti, niente linee guida, niente teleconferenze. Continuerò a camminare, per vedere dove mi porterà...
Con quale macchina fotografica scatti?
Una Fujifilm XT-1 malconcia ma molto amata, con un obiettivo da 18-55 mm.
In che modo utilizzi il tuo sito web per promuovere il tuo lavoro fotografico?
Instagram viene spesso descritto come una galleria. Questo può essere piuttosto opprimente, poiché le gallerie sono sinonimo di mostre perfettamente curate e piene di critici esigenti. Da quando ho creato il mio sito web, ho sentito che il mio account Instagram si è trasformato in una sorta di album di schizzi in cui condivido immagini e idee man mano che prendono forma. Utilizzo il sito web per organizzare il mio lavoro in serie più ponderate, un punto di riferimento per una presentazione più completa.
A quali progetti stai lavorando in questo momento?
Al momento sto sperimentando con un “Diario dei sogni ad occhi aperti”, che in sostanza è una metafora di ciò che la fotografia è diventata per me. La macchina fotografica è il mio strumento per sognare ad occhi aperti, un medaglione meditativo che porto al collo, per guardare attraverso gli spazi che esistono tra il qui e l’ora. Al momento è un po’ concettuale, cosa che mi piace. Mi piace lasciare ai progetti lo spazio necessario per prendere forma durante il processo, piuttosto che pianificare tutto in anticipo per poi uscire a scattare le foto.
Sto inoltre lavorando a una serie di stampe in grande formato in edizione limitata di alcune delle mie opere astratte ispirate al cosmo, che intendo pubblicare in concomitanza con una serie di rari eventi celesti.
Indica due fotografi che dovremmo seguire:
Ryan Shorosky (@ryshorosky) e Maela Ohana (@maelaohana).
Pensi che il tuo portfolio Format meriti di essere presentato nella nostra rubrica “Spotlight”? Inviaci un link affinché possa essere preso in considerazione.