Quando il fotografo britannico James Parker Quando ha intrapreso un viaggio in auto da Edimburgo, in Scozia, fino in Russia, si è portato dietro 40 rullini. Il viaggio, intrapreso insieme ad alcuni amici come sfida per raccogliere fondi a favore di associazioni di beneficenza locali, è durato alla fine quasi due mesi. Parker ha documentato ciò che vedeva lungo il percorso, senza sapere bene quale sarebbe stato il risultato finale.
In 19 paesi, dal Regno Unito fino ai confini più remoti di Europa orientale, Parker ha puntato l’obiettivo sulle persone e sui luoghi che incontrava. Col tempo sono emersi temi inaspettati: l’infanzia, l’evoluzione della mascolinità e il passaggio all’età adulta degli uomini. O, come Parker ha poi intitolato il progetto: Ragazzi, biciclette e cappelli a secchiello. “Col passare del tempo mi sono reso conto che mi concentravo sulle situazioni in cui mi riconoscevo”,” dice. “Il progetto trasmette questa sensazione di maturazione, di infanzia, di vulnerabilità e di ricerca della propria strada.”
Parker, che ha 25 anni, descrive questo viaggio come la sua prima vera esperienza di viaggio. Le foto riguardano, in larga misura, la sua vulnerabilità e le sfide legate al cercare la propria strada durante un viaggio lungo e difficile con gli amici. Ma Parker ha preso il cliché ormai logoro del “ritrovare se stessi durante un viaggio on the road”, tipico della fotografia da diario di viaggio, e ha rivolto l’esplorazione di sé verso l’esterno.
Il contrasto tra le foto di ragazzi spensierati in sella alle loro biciclette o sugli skateboard e gli scatti di uomini più anziani al lavoro o a casa crea una strana sensazione di continuità, come se Parker stesse documentando le stesse persone in momenti diversi. Ragazzi, biciclette e cappelli a secchiello finisce per essere tanto uno studio interculturale sul processo di crescita quanto un ritratto della nostalgia personale di Parker.
Scopri di più su La fotografia di James Parker nel suo portfolio.
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